
Sembra incredibile, ma i dipendenti Ferrari non hanno il privilegio di acquistare una Ferrari nuova. La regola fu istituita da Enzo Ferrari stesso per evitare che le sue auto venissero acquistate come status symbol dai suoi stessi collaboratori. Ferrari voleva che le auto del marchio fossero destinate esclusivamente ai veri appassionati e clienti, per mantenere l’esclusività del marchio. Solo i dirigenti di alto livello potevano fare un’eccezione. Un gesto che sottolinea quanto Ferrari abbia sempre cercato di preservare il prestigio del suo nome, un po’ come un club elitario riservato a pochi eletti.
Ferruccio Lamborghini, fondatore dell’omonima casa automobilistica, è conosciuto per aver creato un brand di auto super sportive che sfidano la Ferrari, ma la sua impresa è nata da un episodio curioso e piuttosto ironico. Ferruccio possedeva una Ferrari 250 GT, ma non era soddisfatto delle prestazioni, in particolare della frizione. Decise di recarsi direttamente da Enzo Ferrari per chiedere una soluzione, ma il celebre costruttore italiano rispose con arroganza: “Lei pensi ai suoi trattori, non si preoccupi delle auto.”
Questo trattamento da parte di Ferrari lo fece infuriare, e Ferruccio decise di mettersi in proprio, lanciando la sua linea di automobili sportiva. La Lamborghini nasce proprio come una sfida all’arroganza del “Cavallino Rampante”. Così, nel 1963, venne presentata la Lamborghini 350 GT, dando vita a una rivalità leggendaria.
La storia di BMW inizia ben prima della produzione di automobili. Fondata nel 1916, la casa automobilistica tedesca è nata come costruttrice di motori aeronautici. Durante la Prima Guerra Mondiale, BMW produceva motori per aerei militari, e proprio per questo il logo della casa – una elica in movimento su uno sfondo azzurro – rappresenta il cielo, simbolo del suo legame con l’aviazione. Dopo la guerra, l’azienda fu costretta a diversificare e nel 1928 acquistò Auto Union, entrando nel mondo delle auto. Solo più tardi, negli anni ’30, BMW iniziò a produrre motociclette e automobili, ma il suo legame con l’aviazione rimase sempre forte. La storia di BMW, quindi, è anche quella di una trasformazione incredibile, da azienda aeronautica a marchio simbolo di eleganza e potenza automobilistica.
La Rolls-Royce è famosa per la sua qualità, il lusso e, soprattutto, per la silenziosità che contraddistingue ogni suo modello. Il famoso modello Phantom, ad esempio, è così ben insonorizzato che quando viene testato, l’unico suono udibile all’interno dell’abitacolo è il ticchettio dell’orologio analogico sulla plancia. Non è un caso, perché la casa britannica ha messo a punto tecniche avanzate di insonorizzazione per assicurare che l’esperienza di guida sia il più possibile silenziosa, quasi ipnotica. Per migliorare ulteriormente l’effetto di tranquillità, Rolls-Royce ha progettato speciali materiali fonoassorbenti per isolare anche il suono dei piccoli dettagli, come il rumore del cruscotto o dei pulsanti. Un dettaglio che potrebbe sembrare banale, ma che rappresenta perfettamente l’impegno della Rolls-Royce a offrire un’esperienza di guida senza pari.
La Bugatti Veyron è una delle supercar più veloci e più costose del mondo. Ma c’è un aspetto che sorprende molti: la produzione di ogni singola Veyron comporta una perdita finanziaria per Volkswagen. Nel 2005, quando venne presentato il primo modello, il costo di produzione era circa 5 milioni di euro, ma il prezzo di vendita si aggirava intorno ai 2 milioni di euro. Per ogni auto venduta, Volkswagen perdeva soldi, ma la mossa era strategica: offrire un’auto capace di raggiungere i 400 km/h non era solo un’impresa tecnologica, ma un modo per dimostrare al mondo che il brand tedesco poteva eccellere in ogni settore automobilistico, anche quello delle hypercar. Il progetto della Veyron, quindi, non mirava tanto al profitto immediato, quanto a costruire un’immagine di lusso e innovazione per il marchio.
Nel 2020, Toyota ha annunciato la creazione di Woven City, una città interamente dedicata alle tecnologie del futuro. Situata ai piedi del Monte Fuji in Giappone, questa “smart city” è un laboratorio vivente dove Toyota testerà innovazioni in ambito mobilità, sostenibilità e robotica. La città ospiterà circa 2.000 abitanti e sarà costruita utilizzando tecnologie all’avanguardia, tra cui auto a guida autonoma, energia rinnovabile e robotica. Woven City è pensata per essere un ambiente dove le persone vivono e interagiscono con tecnologie futuristiche, un progetto che non ha precedenti nel settore automotive. Toyota punta a creare la città del futuro, dove auto e abitazioni siano integrate in un unico ecosistema intelligente e sostenibile.
Nel 1959, un ingegnere Volvo di nome Nils Bohlin inventò la cintura di sicurezza a 3 punti che oggi è standard su tutte le automobili. Questo dispositivo ha salvato milioni di vite e ha rappresentato una svolta nel mondo della sicurezza automobilistica. Ma ciò che rende ancora più incredibile la storia è che Volvo decise di non brevettarla. Invece di mantenere il brevetto esclusivo, l’azienda svedese lo mise a disposizione gratuitamente per tutte le altre case automobilistiche. Questa mossa altruistica ha portato a una rapida diffusione della cintura di sicurezza e ha contribuito significativamente alla riduzione dei decessi su strada. Una scelta che dimostra come Volvo, fin dagli inizi, abbia posto la sicurezza al centro del suo impegno.
Nel 1932, Auto Union fu fondata dalla fusione di quattro marchi automobilistici tedeschi: Audi, DKW, Horch e Wanderer. I quattro anelli nel logo Audi rappresentano proprio l’unione di questi marchi. L’idea di unire le forze fu una risposta alla difficile situazione economica del periodo, ma anche una mossa strategica per dare vita a un brand automobilistico che potesse competere con i più grandi. Audi, in particolare, si è distinta negli anni per la sua innovazione tecnologica, ma il suo nome e la sua identità sono stati plasmati da questa fusione storica. Oggi, Audi è sinonimo di lusso, prestazioni e tecnologia all’avanguardia, ma la sua origine come parte di un consorzio unito sotto i “quattro anelli” rimane uno degli aspetti fondamentali del suo DNA.
La prima multa per eccesso di velocità della storia fu emessa nel 1896 in Inghilterra. Un certo Walter Arnold, alla guida di una velocipede (una delle prime auto motorizzate), viaggiava a 13 km/h quando la velocità consentita era di 3,2 km/h. Un poliziotto, per fermarlo, lo inseguì a piedi con la sua bicicletta, e Arnold fu multato con una somma di 1 scellino (equivalente a circa 5 sterline odierne). Si trattava di una velocità record per l’epoca, e la multa segnò l’inizio della regolamentazione stradale. Ironia della sorte, quel modesto 13 km/h era considerato un’andatura pericolosa!
Elon Musk non fu il fondatore originale di Tesla, ma entrò nel progetto poco dopo la sua creazione nel 2003, contribuendo in modo determinante alla crescita dell’azienda. Tesla prende il nome da Nikola Tesla, l’inventore visionario che ha cambiato il mondo con le sue scoperte nell’ambito dell’elettricità. Ma la scelta del nome non è stata senza problemi: inizialmente, il nome era registrato da un’altra compagnia, e Tesla dovette acquistare i diritti per poterlo usare, pagando circa 75.000 dollari per ottenere il permesso. Oggi, Tesla è simbolo di innovazione nel campo delle auto elettriche, ma la sua nascita è stata accompagnata da una piccola battaglia legale per ottenere il nome che rappresenta l’essenza stessa della sua missione.
Qual è la curiosità che ti ha stupito di più? Segnalaci altre curiosità del mondo automotive e le inseriremo nel prossimo articolo.
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